S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII

CONSIGLIO DEL 3 GIUGNO 2003


ORDINE DEL GIORNO N. 13


Situazione istallazione antenne per telefonia cellulare e giuste proteste dei cittadini

Premesso che
        
la salute dei cittadini corre sempre più rischi per cause conosciute e sconosciute, che hanno quasi sempre origine dalle mutazioni ambientali create in questi anni da uno sviluppo senza limiti e regole e dall'uso di tecnologie, che dopo un periodo iniziale in cui se ne apprezza la ricaduta positiva, diventano nel lungo periodo portatrici di malattie e degrado ambientale;
        l'unica difesa scientifica usata fino ad oggi è il principio di precauzione che dice: “occorre usare con prudenza e cautele tutte quelle tecnologie che non risultano essere sicuramente innocue, superando il criterio corrente per cui va ammesso l'utilizzo di processi e prodotti fintanto che non è provata la loro nocività”;
        l'elettrosmog causato dagli elettrodotti, dagli impianti di trasmissione televisiva e dalla telefonia cellulare rientra in questa situazione; si sta ripetendo quanto accaduto con l'amianto: i primi studi sulla nocività risalgono agli anni '30, mentre gli interventi legislativi di tutela arrivarono dopo 40 anni e tantissime vittime;
        una crescente parte della popolazione è sempre più consapevole che l'elettrosmog è causa di danni cancerogeni e neurovegetativi per gli individui e di conseguenza aumentano le proteste nei confronti soprattutto dell'installazione di S.R.B. per telefonia cellulare;
        il monitoraggio voluto dal Municipio Roma VII ha evidenziato una grave situazione di sofferenza del nostro territorio rispetto all'inquinamento in bassa frequenza (linee elettriche) ed una situazione di forte criticità per quanto riguarda l'alta frequenza (telefonia);
        in alcuni punti del territorio, le antenne sono montate in modo talmente ravvicinato da essercene una ogni 50/100 metri, come nel caso di Via dei Castani; in molti casi sono collocate a ridosso di edifici scolastici,come in Via di Tor Sapienza, in Via degli Aceri o in Via Vertunni. Diversi elettrodotti lambiscono scuole e abitazioni come all'Alessandrino e alla Rustica o attraverso parchi come quello di Tor Tre Teste. In diverse occasioni la protesta dei cittadini residenti in aree limitrofe alle fonti inquinanti ha assunto toni tali da indurre la Presidenza di questo Municipio ad intervenire con ordinanze di sospensiva dei lavori per motivi di ordine pubblico;
        il Decreto meglio conosciuto come “Decreto Gasparri” ha ulteriormente semplificato le procedure per l'installazione di stazioni radio base, dichiarandole come “interesse strategico” e limitando fortemente le competenze delle amministrazioni locali in materia di indirizzo e controllo;
        il ruolo svolto dalle Regioni e dai Comuni, che hanno presentato ricorso contro il Decreto Gasparri alla Corte Costituzionale per chiederne l'annullamento per incostituzionalità, deve essere sostenuto e accompagnato nella nostra città da un ruolo di controllo più attento e responsabile da parte del Comune, in rispetto della Delibera Comunale del '98 e degli accordi precedentemente sottoscritti con i gestori di telefonia cellulare.
Considerato altresì
        Che la liberalizzazione di fatto operata con il Decreto Gasparri ha consentito ai gestori di operare con procedure eccessivamente semplificate, realizzando in diversi casi impianti non conformi ai progetti presentati o del tutto abusivi, asseverando il falso nell'impianto anche antenne a ridosso di edifici scolastici e strutture sanitarie, o nel modificare gli impianti già esistenti, aggiungendo apparati e celle per l'U.M.T.S., senza neppure presentare DIA, come previsto per legge e come più volte messo in evidenza dagli esposti presentati da cittadini e dai controlli effettuati dai VV.UU. e dai tecnici della U.O.T.;

        Che le verifiche tecniche ed ambientali più volte sollecitate dalla Consulta sull'elettrosmog, non sono rese facilmente assolvibili a causa del mancato invio, da parte del 9° Dipartimento, dell'intera documentazione relativa agli impianti come previsto dalla Delibera di Giunta Comunale n. 168/02 al punto n. 3.

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO

  1. ·Chiede al Sindaco di bloccare l'istallazione e l'attivazione di antenne in tutto il territorio del Municipio, in particolar modo nei siti dove il monitoraggio effettuato ha dimostrato il superamento dei limiti di legge, ma anche lì dove si stanno creando gravi situazioni di ordine pubblico al fine di monitorare il reale superamento dei limiti e la regolarità della documentazione;
  2. ·Si impegna ad attivare le procedure atte ad approntare un piano di riassetto territoriale, concertando attraverso una trattativa con i gestori e il delegato del comune i siti ove poter installare gli impianti, con l'obiettivo di diminuire sensibilmente la concentrazione di antenne nei centri abitati;
  3. ·Impegna il Presidente a promuovere opportuna iniziativa, nei confronti del Sindaco di Roma affinché la Del. 168/02 al punto 3, venga immediatamente applicata;
  4. ·Impegna la Giunta a costituire un gruppo operativo, formato dai VV.UU. e da tecnici della U.O.T., in grado di intervenire rapidamente, in collaborazione con la Consulta, per effettuare i controlli dei cantieri al fine di reprimere gli abusi, sanzionando gli impianti fuori norma e rimuovendo quelli abusivi.



        Approvato all'unanimità nel suo testo integrato.