S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII

CONSIGLIO DEL 23 APRILE

ORDINE DEL GIORNO N. 14

Revoca dello status di rifugiato politico ad Achille Lollo.

Premesso
        
Che nella notte fra il 15 e il 16 Aprile 1973, nel quartiere di Primavalle a Roma, muoiono carbonizzati nell'incendio doloso della loro abitazione i fratelli Stefano e Virgilio Mattei, rispettivamente di 8 e 22 anni, figli del segretario della locale sezione del MSI;
        Il 7 Maggio dello stesso anno la magistratura incriminerà tre aderenti a Potere Operaio, Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo, che verranno condannati con sentenza della Cassazione il 13 Ottobre del 1987 a diciotto anni di reclusione, di cui tre condonati, per il reato di duplice omicidio volontario aggravato per motivi abbietti e futili e con efferatezza;
        Dal 1975, anno dell'apertura del processo, i tre imputati sono latitanti all'estero, dove tuttora risiedono;
        In particolare Achille Lollo risulta residente in Brasile, a Rio De Janeiro, dove è stato iscritto nell'elenco degli elettori per le elezioni dei rappresentanti degli italiani all'estero (Comites), diritto revocatogli di recente dal Ministero dell'Interno;
        Achille Lollo, inoltre, è diventato giornalista ed editore di tre riviste politiche della sinistra brasiliana, una delle quali denominata “Nacào Brasil”;
        Achille Lollo gode dello status di rifugiato politico, condizione grazie alla quale, già nel 1993, è riuscito ad evitare l'estradizione in Italia;
Tutto ciò premesso e considerato

Il Consiglio del Municipio

        Impegna il Presidente e la Giunta a intervenire sul Governo italiano, ed in particolare sul Ministro degli Esteri e su quello della Giustizia, affinché si facciano promotori presso il Governo brasiliano della richiesta di revoca dello status di rifugiato politico ad Achille Lollo.
        Impegna inoltre il Governo italiano a proseguire ed incentivare la pressione verso tutti quegli Stati che ospitano cittadini italiani resisi responsabili di efferati delitti alla persona e condannati in giudicato dalla giustizia del nostro paese affinché avviino le necessarie procedure per l'estradizione.

        Approvato all'unanimità con 1 Astenuto (Conte Lucio).