S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII

CONSIGLIO DEL 24 MARZO

ORDINE DEL GIORNO N. 6

Tavolo Municipale sulla Pace e per il dialogo Intereligioso.

        Il Consiglio del Municipio Roma VII ha sempre sottolineato quanto sia rilevante una condivisione sia sull'importanza dell'argomento in questione sia sulla necessità che anche il Municipio può e deve svolgere il proprio ruolo, in un contesto molto più ampio, che è quello della lotta contro il flagello del terrorismo internazionale.
        Quando l'eccezionalità diventa normalità è necessario che ogni Stato usi tutti i suoi poteri per combatterlo, ma ciò non basta, è indispensabile mettere in campo, in modo differenziato, anche tutti gli strumenti della politica e della diplomazia.
        La strategia per sconfiggere il terrorismo dovrà basarsi:

        Il Consiglio ribadisce che nessun Governo può utilizzare la forza delle armi autonomamente con iniziative giustificative di guerra preventiva senza il coinvolgimento dell'ONU.         
        Il Consiglio condanna tutti gli atti di terrorismo che negli ultimi tempi hanno insanguinato le strade del mondo: dalla Cecenia, al Kossovo, all'Indonesia, all'Iraq al Pakistan all'ex Unione Sovietica, alla questione palestinese.
        Ora lo Stato Italiano deve impegnarsi nella Comunità Europea per combinare l'esigenza americana di colpire il terrorismo con la forza, con l'inclinazione più europea all'uso di strumenti politici e diplomatici prima che militari.
L'integralismo islamico che, con il suo furore teologico, s'aggrappa all'odio per il diverso e “giustifica” santificandolo, il massacro mirato di gente inerme, ci ricorda tempi dei quali avremmo voluto il non ritorno.
        C'è una parte di mondo che, pur non partecipando direttamente a forme di terrorismo, manifesta indifferenza e a volte può gioire di fronte a tali tragedie, questo è il mondo dei popoli oppressi ed emarginati che si ritengono offesi nella loro dignità quando si attua una politica unilaterale, non di giustizia, ma solo di interesse economico: questo è un altro importante problema a cui bisogna porre rimedi al fine di evitare che, fra questi il terrorismo, si crei una saldatura e diventi una fonte di alimentazione per nuovi kamikaze.
        Il Consiglio ritiene come punto pregiudiziale per il raggiungimento della concordia fra i popoli di non confondere la religione islamica con il fondamentalismo islamico.
        E' necessario, quindi, che le Istituzioni preposte, nel rispetto delle Leggi vigilino attentamente sulla dottrina delle scuole islamiche affinché l'insegnamento di alcune di queste, in nome della “contaminazione” occidentale non contrasti con i principi fondamentali della nostra Costituzione, in particolare, e, più in generale, con quella della Comunità Europea.
        Due fatti importanti, accaduti in questi giorni, ci invitano però a guardare, senza trionfalismi, verso un prossimo futuro con maggiori speranze di pace: Le elezioni in Iraq sono un grande evento poiché ha visto coinvolti milioni di esseri umani che vogliono contare, che vogliono votare, che vogliono farsi padroni del proprio futuro. Quelle in Palestina con l'elezione del Presidente Abu Mazen e l'annuncio fatto assieme a Sharon di aver concordato di cessare ogni atto di violenza ed il riconoscimento dello Stato democratico Palestinese accanto a Israele.
        La pace nel mondo passa anche attraverso piccolissimi atti di distensione, rispetto di umanità, di fratellanza che tutti possiamo fare.
Per quanto sopra espresso, condiviso e auspicato

Il Consiglio del Municipio

Si impegna, come primo atto, alla costituzione di un Tavolo Municipale sulla Pace per un dialogo Intereligioso tra le diverse comunità di fede al fine di qualificarne la convivenza nella nostra città sempre più segnata dal pluralismo culturale e religioso.
Il Tavolo intereligioso del Municipio dovrà rappresentare un organismo di dialogo e collaborazione (già esistente a livello della città di Roma) che dovrà essere interpellato nelle questioni, di cui trattasi, nelle quali il Municipio è chiamato a rispondere, evitando così che, in questi particolari periodi storici, una pericolosa semplificazione vinca sulla complessità dello stato dei fatti.

        Approvato all'unanimità nel suo testo modificato.