S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII
CONSIGLIO DEL 1 LUGLIO 2005

RISOLUZIONE N. 26

“Diritto di voto dei cittadini Immigrati”

Premesso
        Che la Convenzione del Consiglio d'Europa firmata a Strasburgo nel 1992 (ratificata in Italia nel 1994 con legge n. 202, seppur solo nei Capitoli A e B) invita gli Stati contraenti a prevedere l'attribuzione dell'elettorato attivo e passivo ad ogni residente straniero con la sola condizione di un minimo di cinque anni di residenza legale ed abituale nel territorio dello Stato;
        Che il Comune di Roma ha sempre manifestato una particolare sensibilità per quanto attiene la condizione degli stranieri di provenienza non comunitaria e la loro partecipazione alla vita politica ed amministrativa della città ed in tal senso, anche di recente, ha previsto nel proprio Statuto, approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 122 del 17.7.2000, la partecipazione degli stranieri, legittimamente presenti nel Comune o aventi in questo il domicilio per ragioni di studio o di lavoro, se presenti regolarmente nel territorio dello Stato da almeno 5 anni, alle competizioni referendarie e nelle altre competizioni elettorali ad azione popolare ed ha pure previsto una prima ipotesi di partecipazione diretta alla gestione della politica amministrativa con l'istituzione della figura dei Consiglieri Aggiunti, previsti dal Regolamento del Consiglio Comunale n. 100 del 25 luglio 2002, nel quale all'articolo 11 vengono definite le figure dei Consiglieri Aggiunti Comunali e Municipali e le loro funzioni;
        Che la figura del Consigliere Aggiunto rappresenta soltanto un primo passo per una più completa partecipazione degli stranieri comunitari ed extracomunitari, legittimamente presenti nel Comune di Roma o aventi in questo il domicilio per ragioni di studio o di lavoro, alla vita amministrativa e politica della nostra Città rivolto ad ottenere una completa e totale partecipazione degli stranieri comunitari ed extracomunitari alla vita politica ed amministrativa del nostro Paese;
        Che in molti paesi europei, comunitari, extracomunitari e facenti parte dei Paese membri della U.E., è stato già da tempo previsto che partecipino, anche se con differenti modalità, con elettorato attivo e passivo alle elezioni anche i non cittadini;
        Che a tale proposito sono state presentate in Parlamento alcune proposte di legge per il voto agli immigrati residenti da almeno 5 anni sul territorio nazionale in occasione delle elezioni amministrative;
        Che anche alcune città italiane quali Genova, Venezia, Padova, Brescia hanno previsto più o meno ampie aperture alla partecipazione degli stranieri comunitari ed extracomunitari alle elezioni circoscrizionali e/o municipali senza la necessità di alcun intervento di modifica, come riconosciuto pressoché unanimemente dalla migliore dottrina;
        Che il Consiglio di Stato con il parere del 23 luglio 2004, n. 8007 avente ad oggetto: “Regione Emilia-Romagna; quesito sull'ammissibilità all'elettorato attivo e passivo, nelle circoscrizioni comunali, degli stranieri comunitari ed extracomunitari residenti (articoli 8 e 17 del T.U. delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali, ed articolo 50 Statuto Comune di Forlì)” ha espresso la possibilità di riconoscere fin da ora a legislazione vigente il diritto di voto agli stranieri comunitari ed extracomunitari residenti per le elezioni municipali attraverso un'apposita previsione in tal senso negli Statuti comunali;
        Che è quindi possibile, ove gli Statuti comunali lo prevedano, la partecipazione degli stranieri comunitari ed extracomunitari alle competizioni elettorali circoscrizionali e /o municipali, poiché tali istanze sono ancora ritenute dalla normativa vigente come organismi di partecipazione e non di rappresentanza;
        Che per la partecipazione degli stranieri comunitari ed extracomunitari alle elezioni a pieno titolo nei Municipi romani è sufficiente quindi una semplice modifica dello Statuto del Comune di Roma;
        Che è certamente auspicabile aprire un serio confronto sul diritto di voto per le elezioni nei Consigli Municipali ai cittadini stranieri comunitari ed extracomunitari residenti nel comune di Roma da almeno 5 anni;

        Visto il parere favorevole espresso dalla Giunta nella seduta del 16 Giugno 2005;
        Visto il parere favorevole espresso dalla Commissione Servizi sociali del 20 Giugno 2005;
        Visto il parere favorevole espresso a maggioranza dalla I Commissione nella seduta del 22 Giugno 2005;

        Tanto premesso

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO
INVITA

Il Consiglio Comunale di Roma a porre in essere tutte le attività necessarie per la modifica dello Statuto del Comune di Roma al fine di consentire ai cittadini stranieri comunitari ed extracomunitari, residenti nel comune di Roma da almeno 5 anni di partecipare a pieno titolo, con elettorato passivo ed attivo, alle elezioni nei Municipi del comune di Roma sin dalla prossima tornata elettorale, purchè soddisfino i medesimi requisiti giuridici che si applicano ai cittadini italiani;

IMPEGNA

IL Presidente del Municipio Roma VII a promuovere con il Sindaco ed il Consiglio Comunale di Roma il riesame e la modifica dello Statuto del Comune di Roma al fine di consentire ai cittadini stranieri comunitari ed extracomunitari, residenti nel Comune di Roma da almeno 5 anni di partecipare a pieno titolo, con elettorato passivo ed attivo, alle elezioni nei Municipi del Comune di Roma sin dalla prossima tornata elettorale.

Voti Favorevoli 16 Voti Contrari 4
        Approvata a Maggioranza.