S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII

CONSIGLIO DEL 27 GENNAIO 2009

MOZIONE N. 3


Solidarietà alle vittime di violenza sessuale

Premesso
Che nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio una ragazza ha subito violenza nei bagni di una discoteca allestita per il veglione di fine anno;
Che solo pochi giorni è stato scoperto il colpevole di tale gravissimo reato;
Che la violenza sessuale è il peggiore dei crimini che una donna possa subire in quanto oltre ai gravi danni fisici si sommano le ferite psicologiche ancor più profonde e incancellabili che lacerano la dignità della persona;
Che ci sono stati altri gravissimi episodi di violenza sia a Roma sia fuori (Guidonia);
Che i cittadini sono stanchi di dover subire simili gesti non degni neanche del più feroce degli animali e quindi occorre che le Istituzioni intervengano in modo massiccio sia a livello preventivo con una maggiore sensibilizzazione dal punto di vista culturale sia in modo repressivo con delle condanne esemplari ove ricorrano i presupposti di legge;
Che il responsabile dello stupro del 31 dicembre è stato rilasciato e posto agli arresti domiciliari dopo sole 24 ore dal suo arresto;
Che, fatta salva ogni valutazione giuridica relativa alla fattispecie concreta, sarebbe opportuno che un imputato reo confesso di crimini simili a quello accaduto durante la notte di Capodanno debba restare comunque rinchiuso in carcere in attesa di un giusto e rapido processo in quanto la buona condotta non dovrebbe giustificare in alcun modo una intempestiva scarcerazione;
Che qualora non venisse dato un chiaro segnale positivo la ragazza vittima dello stupro di Capodanno potrebbe avere ulteriori contraccolpi psicologici e sentirsi abbandonata dalle Istituzioni.

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA VII

Esprime viva solidarietà a tutte le persone vittime di violenza sessuale e chiede al Sindaco di Roma di intervenire presso la Magistratura con ogni strumento legittimo per la revoca degli arresti domiciliari al colpevole dello stupro di Capodanno con conseguente custodia cautelare in carcere in attesa di un giusto e rapido processo che abbia come obiettivo sia quello di far ottenere giustizia alla vittima oltre che quello di tendere alla rieducazione del reo.


Approvata all'unanimità.