S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII

CONSIGLIO DEL 20 FEBBRAIO 2009

MOZIONE N. 6


“Segnalazione dei clandestini che utilizzano le strutture sanitarie”

Premesso
Che la Costituzione italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo, diritto che deve essere garantito a tutti, anche a coloro che non sono in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno nel nostro Paese (clandestini e irregolari).

Considerato
Che l'emendamento presentato dalla Lega Nord, incluso nel DDL sulla sicurezza approvato da Palazzo Madama in data 5 febbraio 2009, sopprime il comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286, ossia il Testo unico di disciplina dell'immigrazione. Che il comma in questione recita: “L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con i cittadini italiani”.

Preso atto
Che questo principio fu introdotto nel 1995 poiché si decise che era più importante garantire le cure sanitarie, a tutela del singolo straniero, regolare o clandestino, ma con ovvi ritorni di utilità anche per tutta la collettività, che fare un utilizzo improprio degli ospedali.
Che un ospedale o un presidio sanitario pubblico è un luogo di cura e non può essere usato per l'identificazione e l'allontanamento dello straniero clandestino.
Che quell'articolo diede ottimi risultati, dal punto di vista non solo assistenziale, ma anche da quello preventivo poiché già negli anni subito successivi diversi indicatori sanitari ebbero un rapido miglioramento.
Che da quegli anni, infatti, nella popolazione immigrata, è diminuito progressivamente il tasso di incidenza dell'Aids, così come quello della Tbc e della sifilide. 

Rilevato
Che il rischio che si prospetta è quello della clandestinità sanitaria con effetti gravissimi non solo per i singoli, ma anche per la collettività.
Che lo straniero clandestino affetto da sintomi di malattie infettive potenzialmente letali come la tubercolosi e l'infezione da HIV, o fortemente contagiose come la sifilide, eviterà di esporsi al rischio di essere denunciato ed espatriato, con ovvio gravissimo pericolo di diffusione delle malattie suddette tra la popolazione generale.
Che anche la donna straniera irregolare, una volta incinta, eviterà di chiedere assistenza e aiuto alle strutture sanitarie pubbliche, eventualmente anche per una procedura di interruzione volontaria della gravidanza, per la paura della pena per la clandestinità.

Evidenziato
Che nel testo classico del Giuramento di Ippocrate, riferito alla professione medica, si legge:
“Tutto ciò ch'io vedrò e ascolterò nell'esercizio della mia professione, o anche al di fuori della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non deve essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta”.
Che nel testo moderno dello stesso Giuramento si legge:
“Giuro di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; giuro di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato”.

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA VII
ESPRIME

un plauso nei confronti degli ospedali romani (es. il “S. Gallicano”) che hanno già provveduto a far affiggere all'ingresso delle strutture sanitarie pubbliche la scritta “QUI NESSUNO VERRA' DENUNCIATO” in 5 lingue oltre all'italiano.

IMPEGNA

il Presidente del Municipio affinché metta in atto con forza tutte le azioni idonee a contrastare il rischio di denuncia da parte dei medici degli stranieri irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche e, in particolare, chieda ai dirigenti della Asl RM B e della Asl RM C che la scritta suddetta (“QUI NESSUNO VERRA' DENUNCIATO”) venga affissa all'ingresso degli Ospedali limitrofi al nostro territorio (in particolare il “S. Pertini” ed il Policlinico Casilino della RM B e l'Ospedale “Vannini” della RM C).

CHIEDE

che il Presidente del Municipio si faccia promotore presso le autorità comunali, regionali e nazionali affinché la norma della possibilità di denuncia del cittadino irregolare che chiede assistenza medica venga eliminata, dovendo essere considerata, la stessa, fortemente lesiva del rispetto dei diritti fondamentali (quello alla salute) delle persone umane.



Hanno risposto SI i seguenti 12 Consiglieri: Berchicci Armilla, Di Biase Michela, Fabbroni Alfredo, Flamini Fabrizio, Giuliani Claudio, Mariani Antonia, Marinucci Cesare, Orlandi Antonio, Pietrosanti Antonio, Recine Alberto, Tesoro Alfonso, Valente Biagio.
Hanno risposto NO i seguenti 7 Consiglieri: Ciocca Giulio, Corsi Emiliano, Figliomeni Francesco, Mercuri Aldo, Paoletti Sergio, Rossetti Alfonso, Vinzi Lorena.
Astenuto 1: Platania Agostino.
Approvata a maggioranza.