S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII

CONSIGLIO DEL 16 APRILE 2009

MOZIONE N. 10

“Solidarietą alle manifestanti di Kabul”

Premesso
        Che il Governo di Kabul ha recentemente approvato una legge che legalizza lo stupro del marito nei confronti della moglie, ovvero obbliga le donne a "concedersi" al marito senza opporre resistenza; vieta alle donne di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal medico senza il permesso del consorte e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni.
        Che il testo permette inoltre tacitamente il matrimonio di bambine e assicura agli uomini maggiori diritti in materia di ereditą.
        Che tale legge autorizza, tra l'altro, le violenze e i rapporti sessuali coatti all'interno del matrimonio, rappresentando un duro colpo ai diritti delle donne afgane.

Considerato
        Che circa trecento donne afgane hanno provato a manifestare la loro contrarietą alla nuova legge, ma sono state fatte oggetto di una sassaiola da parte di una contro manifestazione tutta maschile, proprio mentre la polizia interveniva per disperdere la folla.
        Che al grido di “siete cagne non donne sciite” il corteo riunitosi davanti l'universitą č stato costretto a fuggire.
        Che il provvedimento č stato criticato duramente dal «Fondo di Sviluppo delle Nazioni Unite per le Donne», che mette in guardia da questa legge, non ancora pubblicata ufficialmente, ma confermata dal ministro dell'interno afgano.
        Che pochi giorni fa nel sud dell'Afghanistan č stata uccisa una parlamentare provinciale di nome Sitara Achikzai, impegnata nella difesa dei diritti femminili.
        Che in Italia nonostante le numerose azioni positive volte a rimuovere la violenza di genere, questo costituisce ancora la prima causa di morte o invalidita' permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni.

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO

Esprime
Solidarietą nei confronti delle manifestanti e degli attivisti dei diritti umani che giornalmente si battono per la tutela delle donne.

Ed impegna
Il Presidente del Municipio ad issare la Bandiera del Comune di Roma, presente all'interno della sala del Consiglio, listata a lutto quando una donna muore a causa di violenze subite;
Ed a promuovere iniziative nel territorio municipale finalizzate alla lotta contro qualsiasi forma di violenza o mutilazione nei confronti di tutte le donne senza distinzione di religione, razza, stato sociale ed etą.

Approvata all'unanimitą.