S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII

CONSIGLIO DEL 28 APRILE 2009

RISOLUZIONE N. 12


“Corsi di educazione alla legalità nelle scuole del VII Municipio”

Premesso
        Che i grandi cambiamenti nella società ci obbligano a ripensare i contesti e le forme in cui si impara ad esigere i propri diritti e ad esercitare i propri doveri, in una parola ad essere cittadino;
        Che ciò significa ripensare il lavoro della scuola, la missione educativa e formativa e l'organizzazione dei processi e dei percorsi di apprendimento;
        Che i giovani spesso percepiscono il loro territorio come luogo di diffidenza, violazione prevaricazione nei rapporti interpersonali e con le istituzioni. Che teppismo, bullismo, piccolo spaccio di stupefacenti e altri aspetti della criminalità minorile sono in continuo aumento nel nostro territorio e più in generale nelle periferie di questa città;
        Che per contrastare il fenomeno criminoso non è più sufficiente un'attività solo di repressione, ma è necessaria una costante azione di prevenzione, sensibilizzazione ed educazione. Che per recuperare e affermare il valore della cultura della legalità, occorre promuovere il concetto di cittadinanza fondato sulla coscienza del diritto e del dovere, il rispetto dell'altro, delle regole, delle leggi, nonché una partecipazione attiva nella società.
        Che la scuola, come sede formativa istituzionale, con mirati interventi didattici di mediazione e sistemazione dell'esperienza quotidiana dei ragazzi, deve porsi nell'ottica di ampliare una partecipazione convinta ed attiva alle regole della vita democratica;
        Che educazione alla legalità coincide quindi con l'educazione in generale, ossia la formazione. Che c'è vera formazione quando gli individui consapevolmente diventano cittadini capaci di esercitare, in ogni contesto, i propri diritti e i propri doveri. Ed è questo il compito più alto che la scuola si deve prefiggere;
        Che educare è un processo continuo e graduale, che coinvolge ognuno in ogni momento dell'esistenza e nei vari contesti in cui si trova a vivere;

Considerato
        Che l'educare non è e non può essere attività astratta che progetta in modo rigido e predeterminato, così come educare non deve diventare evento isolato che si può chiudere in questo o quel settore della vita e pertanto non necessita di corsi occasionali sull'onda delle mode o delle emergenze. Si tratta dunque di riconoscere i ragazzi ed i giovani come cittadini a pieno titolo, non pretendendo la loro obbedienza ma promuovendone senso critico e partecipazione, perché solo dal sentirsi parte attiva ed innovativa di un gruppo, di un'associazione, di una città e di una comunità di cittadini può scaturire in ognuno di loro il rispetto critico e costruttivo delle regole che governano la vita all'interno di quel gruppo, di quella comunità;
        Che i percorsi di formazione alla cittadinanza e di educazione alla legalità devono sapere dunque andare oltre, rispetto ad una dimensione solo interpersonale (genitori-figli, insegnanti-allievi, educatori-educandi) per farsi carico di un orizzonte più ampio: fornire ad ognuno gli strumenti necessari per vivere una cittadinanza attiva, partecipe della costituzione del “bene comune” inteso non solo e non tanto come somma di beni individuali, ma come condizione indispensabile perché a ciascuno vengano riconosciuti e garantiti i diritti ed i beni fondamentali che consegnano dignità umana al vivere;
        Che l'educazione alla legalità non può essere confinata nell'ordinaria attività scolastica: la problematicità della realtà cittadina e in particolare in quartieri disagiati dove vivono molti ragazzi, impone un'attenzione continua ai valori della legalità perché siano pienamente interiorizzati. In un contesto in cui prevalgono per lo più, come stili di vita quotidiana, arroganza, prepotenza, violenza, illegalità e in cui spesso, anche inconsapevolmente, si assumono atteggiamenti propri di una subcultura mafiosa, è necessario intervenire in modo continuo ed incisivo perché ogni giorno di scuola serva ad apprendere come si diventa cittadini democratici.
        Visto il parere favorevole espresso dalla Giunta del Municipio VII nella seduta del 20 Aprile 2009
        Visto il parere favorevole espresso all'unanimità con 2 astenuti dalla IV Commissione nella seduta del 15 Aprile 09;
Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA VII

Impegna il Presidente del Municipio e l'Assessore competente per materia ad intraprendere in modo sinergico sul territorio con le scuole del territorio, le realtà associative ed istituzionali percorsi di educazione alla legalità per prevenire ed arginare in futuro fenomeni di violenza diffusa sul nostro territorio.
Li impegna altresì ad intraprendere percorsi conoscitivi ed educativi sull'uso di sostanze stupefacenti e sull'uso dell'alcool sempre più frequente tra i ragazzi in età adolescenziale.

Approvata all'unanimità.