S.P.Q.R.
COMUNE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VII 

CONSIGLIO DEL 23 NOVEMBRE 2012

MOZIONE N. 4

Femminicidi ed aggressioni psicologiche e fisiche nei confronti delle donne.


PREMESSO CHE

· ll rapporto sul femminicidio in Italia vede già 100 vittime nel 2012 (al 31 ottobre), una donna uccisa ogni due giorni. I dati, allarmanti, arrivano dalle statistiche, veicolati della Casa internazionale delle donne; e sono ormai quasi quotidianamente confermati dalla cronaca.

· La sottoscrizione della Convenzione di Istanbul, a firma della Ministro Elsa Fornero da parte del governo italiano, che impegna il nostro Paese in tema di lotta alla violenza sulle donne

·Nel 2011 le donne uccise sono state 127;

·Sono stati presentati il 25 giugno 2012 all'Onu di Ginevra i dati  sugli omicidi e sulla violenza sulle donne in Italia.

Per quel che riguarda gli omicidi si tratta del primo Rapporto tematico sul femminicidio ed è il frutto del lavoro realizzato per dieci giorni in Italia da Rashida Manjoo, inviata dell'Onu, la quale
evidenzia:
'Il femmicidio è l'estrema conseguenza delle forme di violenza esistenti contro le donne. Queste morti non sono isolati incidenti che arrivano in maniera inaspettata e immediata, ma sono l'ultimo efferato atto di violenza che pone fine ad una serie di violenze continuative nel tempo.” Violenza, insomma, come forma di comportamento abituale e quella in casa è la forma più ampia che affligge le donne nel Paese e riflette un crescente numero di vittime di femmicidio da parte di partner, mariti, ex fidanzati.
 “Purtroppo, la maggioranza delle manifestazioni di violenza non sono denunciate perché vivono in una contesto culturale maschilista dove la violenza in casa non è sempre percepita come un crimine; dove le vittime sono economicamente dipendenti dai responsabili della violenza; e persiste la percezione che le risposte fornite dallo Stato non sono appropriate e di protezione”.
Il suo rapporto infatti sottolinea 'la responsabilità dello Stato nella risposta data al contrasto della violenza' e si  'analizza l'impunità e l'aspetto della violenza istituzionale in merito agli omicidi di donne (femmicidio) causati da azioni o omissioni dello Stato'.
 Conclude l'inviata dell'Onu: “Femmicidio e femminicidio sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni per incapacità di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne, che vivono diverse forme di discriminazioni e di violenza durante la loro vita. In Italia, sono stati fatti sforzi da parte del Governo, attraverso l'adozione di leggi e politiche, incluso il Piano di Azione Nazionale contro la violenza, questi risultati non hanno però portato ad una diminuzione di femmicidi o sono stati tradotti in un miglioramento della condizione di vita delle donne e delle bambine.”
Tale fenomeno, infatti, non è da considerare isolato, ma è parte di un quadro di modalità relazionali, molto diffuso in tutti gli ambienti sociali, che vede nel rapporto tra uomini e donne,  anche nelle normali relazioni professionali, il verificarsi di atteggiamenti prevaricatori, offensivi, comunque aggressivi, che a vari livelli e in vario modo minano la libertà e la serenità delle donne di poter vivere a pieno il loro ruolo nella società e nella famiglia.
I fatti più estremi sono frutto di un gravissimo problema culturale che condiziona significativamente in Italia le relazioni del vivere quotidiano tra uomo e donna e dell'inefficacia degli strumenti adottati dalle Istituzioni, per incapacità e scarsa sensibilità. 
L'aggressione psicologica nei confronti delle donne, da parte di colleghi, di famigliari, di patners, si manifesta nel quotidiano, passando drammaticamente quasi inosservata se non per le vittime; tale dato è inoltre tristemente talmente rilevante che anche dalle vittime di violenza psicologica viene spesso considerata “normale”.
La violenza psicologica, si manifesta in varie forme, come solo a titolo di esempio, l'assunzione di atteggiamenti intimidatori, ricattatori, prevaricatori, alla delegittimazione e al contrasto dell'operato e del ruolo della donna, alla diffamazione, all'imposizione di modalità relazionali, alla considerazione privata e pubblica di questa come oggetto ludico, e comunque funzionale alla soddisfazione delle esigenze psicologiche o fisiche dell'uomo, e se non così, come nemico da abbattere, escludere, ecc.

CONSIDERATO CHE
 Questo gravissimo problema, non più ignorabile per dimensione e per incompatibilità totale, etica e sociale, con un paese che vuole ritenersi civile, deve essere affrontato con strumenti adeguati, diffusi ed efficaci, non solo perché il mondo ci guarda, ma perché donne e uomini non possono e debbono più accettare il permanere di un atteggiamento culturale che “colpisce” o che in maniera colpevole “ignora” il costante verificarsi di aggressioni nei confronti delle donne e che è alla base di un costante disagio, di torture psicologiche e fisiche, di una limitata crescita professionale e sociale, di una piena libertà nell'agire e dello sviluppo delle potenzialità individuali fino ad arrivare ai fenomeni di femminicidio oggetto della presente mozione.
 
TUTTO CIO' PREMESSO E CONSIDERATO

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA VII
IMPEGNA 
Il Presidente del Municipio Roma VII

· ad organizzare un convegno sul tema;
· a richiedere al Sindaco Alemanno fondi da dedicare alla messa in campo di progetti educativi da realizzare nelle scuole;
· a mettere in campo tutte le azioni nel territorio del Municipio Roma VII che riterrà utili per contrastare tale fenomeno e a sostegno  delle vittime.
 

Approvata all'unanimità.