3 Agosto 2021

Sergio Scalia

Dal Municipio Roma V

PARCO DI CASACALDA

Il contenzioso Comune – Capitolo Santa Maria Maggiore

Il Capitolo di Santa Maria Maggiore era proprietario di aree destinate a verde del Parco di Casacalda. Le aree per complessivi 8 ettari dove è stato realizzato l’attuale Parco di Casacalda e il Centro anziani sono state espropriate al Capitolo S.M.M. con Decreto Presidente Giunta Regione Lazio n. 893/1975. Negli anni ’90 i legali del Capitolo avviarono una causa contro il Comune di Roma, chiedendo la restituzione dell’area espropriata (retrocessione) perché, secondo loro,  i lavori di sistemazione del Parco erano iniziati dopo i dieci anni previsti dalla legge sulle aree espropriate per pubblica utilità. Una prima sentenza pubblicata nel 2004 risultò favorevole  al Capitolo, ma il Comune ricorse in Appello e nel 2007 l’Assessore Morassut aveva aperto una trattativa con il Capitolo S.M.M. per chiudere il contenzioso su Casa Calda ed altre aree nel Parco Alessandrino. Si era costruita una bozza di accordo che, secondo gli strumenti del nuovo PRG, consentiva di accorpare tutta la SUL di un’area vincolata a verde e servizi (0,04 mq/mq) su una parte dell’area, con la cessione al Comune dell’intera parte restante. Secondo questa previsione sarebbe stato possibile realizzare un oratorio o una casa famiglia per complessivi 5.000 mq di SUL (circa 15.000 mc) sul fronte di via Tor Tre Teste e un edificio da destinare a sede ASL locale, lasciando al Comune tutto il resto. Il Capitolo rinviò la firma dell’accordo in attesa della sentenza di Appello, ma a novembre 2008 con la sentenza n. 4593/2008 anche la Corte d’Appello diede ragione al Capitolo.  A questo punto la Giunta Alemanno non fece ricorso in Cassazione, ma accettò la sentenza in via definitiva.
A novembre 2009 una commissione costituita ad hoc per definire il contenzioso si esprime favorevolmente a trasformare in edificabile un’area contigua di proprietà del Capitolo, che a settembre 2010 presenta un progetto con le caratteristiche del bando di “housing sociale” previsto dalla Deliberazione di Giunta Comunale n. 315/2008, che consentiva di edificare anche su aree vincolate a verde, purché si riservasse 1/3 delle abitazioni costruite ad affitto concordato con il Comune.
La proposta presentata avrebbe consentito di applicare il parametro di area edificabile (0,30 mq/mq) e di ottenere una SUL di 85.000 mq e una cubatura di circa 277.000 mc con spazi commerciali e 36 edifici residenziali per oltre 900 appartamenti.
Nel 2012 i cittadini di Torre Maura e l’ex VII Municipio si mobilitarono per bloccare questo scempio ed il progetto del Capitolo, che ottenne il parere favorevole della commissione per il contenzioso e della Conferenza di servizi, fu poi bloccato dalla Giunta Marino insieme ad altri progetti di housing sociale proposti dalla Giunta Alemanno.

Il coordinamento popolare

Le associazioni e le forze politiche del territorio hanno costituito nel 2013 il Coordinamento Popolare contro la Speculazione sul Parco di Casacalda, con l’obiettivo di bloccare nuove speculazioni edilizie e di far restare al Comune l’area del Parco di Casacalda, visto che erano stati avviati anche i lavori per la ristrutturazione del Centro anziani e dei casali contigui alla Torre di Casacalda. A tale scopo è stata anche lanciata una petizione a Papa Francesco che, riprendendo le parole dell’enciclica “Laudato si”, chiedeva al Vaticano di restituire l’area al Comune.
Il Coordinamento Popolare, d’intesa con altre associazioni ambientaliste (Italia Nostra, WWF, Federtrek, ecc.) ha anche sollecitato la Sovrintendenza e il Ministero dei Beni Culturali a reintrodurre dei vincoli archeologici sulle aree di Casacalda e Mistica, vincoli che erano presenti inizialmente sull’intera area e che furono cancellati con sentenza definitiva perché non giustificati con un’estensione così ampia.
A luglio 2015 sono stati imposti con un Decreto del Ministero dei Beni Culturali nuovi vincoli archeologici indiretti sul quadrante Mistica-Casacalda, che rendono inedificabile una vasta area a salvaguardia della visuale dell’Acquedotto Alessandrino. Purtroppo questi vincoli non comprendono ancora l’area del Capitolo, che risulterebbe troppo distante dall’Acquedotto.

La riconsegna al Vaticano del Parco di Casa Calda

Ad aprile 2019 l’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) ha perfezionato le ultime procedure per riprendere in consegna gli otto ettari del parco di Casa Calda.
L’APSA ha infatti versato al Comune di Roma i 985.459,20 € richiesti dalla sentenza per tornare in possesso dell’area. In realtà tale valutazione fu fatta nel 2008, prima che il Comune investisse quasi un milione di euro sulle strutture del Centro anziani e dei casali con opere di ristrutturazione e adeguamento, ma gli uffici del Comune non hanno voluto aprire un ulteriore confronto con APSA, riconsegnandole l’intera area nell’attuale stato di fatto e di diritto.

parco di casacalda

Dopo la riconsegna dell’area non è stato più definito alcun accordo tra Comune di Roma e APSA per l’utilizzo degli spazi sociali presenti nel Parco di Casacalda. Il Centro anziani e le attività sociali che si svolgono nei casali operano quindi in una situazione di profonda incertezza sul futuro di quegli spazi, importanti punti di riferimento per il quartiere di Torre Maura.

AbitareA

Di seguito degli articoli pubblicati sul giornale on-line Abitarearoma.it, che riguardano il Parco di Casacalda:

29 dicembre 2011  –  Casacalda. Da verde pubblico a cemento sacro

18 giugno 2012    –  Un milione di mc sul verde di Mistica e Casacalda

9 settembre 2012  – Inedificabili le aree per l’housing sociale a Mistica e Casacalda 

8 settembre 2014 – Dopo il Parco ex Snia il Comune si riprenda il Parco di Casacalda

7 novembre 2015 – Lettera al Papa contro la speculazione sul Parco di Casacalda

4 aprile 2019 – Imminente la riconsegna al Vaticano del Parco di Casacalda